I protagonisti degli scatti di McCurry
Steve McCurry, nel suo viaggiare in Umbria, ha incontrato e incrociato uomini e donne durante il loro vivere quotidiano,
intenti nell'eccellenza del "loro fare", immersi nel proprio hobby o passioni.
E con la sua macchina fotografica ne ha immortalato l'anima più vera.
In queste brevi interviste ci raccontano chi sono e quale emozione hanno provato nel posare per un fotografo di fama mondiale.

  • 29 Maggio 2014
    INTERVISTA ad ANTONIO MARGARITELLI
    INTERVISTA ad ANTONIO MARGARITELLI

    INTERVISTA ad ANTONIO MARGARITELLI

    Le ceramiche di Deruta hanno una tradizione antica, opere rinomate in tutto il mondo. Da quanto tempo fa questo lavoro e come è nata la sua passione?
    Ho iniziato il mestiere giovanissimo, avevo 14 anni. Era il 1952, lavoravo presso la fabbrica di maioliche Grazia, una fabbrica storica tra le più importanti di Deruta. Eseguivo i decori tradizionali, al fianco di eccellenti maestri ceramisti che mi hanno trasmesso la loro grande esperienza, l’amore e la passione per questa nobile arte. Nel 1975 ho lasciato la ditta Grazia e ho aperto il mio laboratorio, iniziando fin da subito anche un’attività di ricerca sulle materie prime che utilizzo per realizzare le mie maioliche, per raggiungere risultati sempre migliori.

    Ha avuto l'onore di posare per un fotografo di fama mondiale, come è stata la sua esperienza con Steve McCurry?
    È stata una grande sorpresa, un regalo, mai avrei immaginato di posare per un artista come McCurry. Ero molto emozionato e felice per questa opportunità e per la sua scelta di fotografare un artigiano di Deruta.

    Qual è l’emozione più grande che vorrebbe comunicare a chi acquista una sua creazione?
    L’emozione che vorrei trasmettere a chi acquista una mia maiolica è la felicità e la curiosità che provo ancora oggi all’apertura del forno dopo la cottura, nel vedere la fusione e la trasformazione dei colori, che resteranno fissati per sempre sulle mie maioliche che ho dipinto con tanta passione.
     

  • 03 Giugno 2014
    INTERVISTA A MARTA CUCCHIA
    INTERVISTA A MARTA CUCCHIA

    INTERVISTA A MARTA CUCCHIA

    Come racconti di te a chi ti chiede che lavoro fai?
    Rispondo orgogliosamente di essere un'artigiana, fortunata discendente di donne eccezionali.

    I tuoi tessuti sono realizzati con antichi telai originali, macchine affascinanti quanto faticose da gestire. Una scelta coraggiosa in un tempo che vive di modernità: cosa ne deriva di particolare e unico?
    Grazie alle antiche tecniche tramandate ed alla continua sperimentazione realizzo oggetti senza tempo capaci di suscitare emozioni dimenticate. Amo assistere alla nascita del dialogo che si instaura fra il cliente e le mie "creaturine" (così mi rivolgo a loro), veder nascere nuove passioni è una gratificazione impagabile.

    Il tuo laboratorio è anche un museo. Pensi che sia un mestiere “a rischio” e destinato a scomparire o, al contrario, credi in una nuova valorizzazione di mestieri artistici come il tuo?
    Purtroppo si, ma negli ultimi tempi sto assistendo alla nascita di una rinnovata attenzione per le arti minori che spero porti alla consapevolezza dell'importanza, determinante per il nostro futuro, del "saper fare". Noi artigiani rappresentiamo una grande fetta della tradizione italiana, la scomparsa dei mestieri d'arte comporterebbe un terribile impoverimento culturale.

    Se ti chiedessimo di associare un’emozione al tuo lavoro, quale sarebbe?
    Passione. Il mio lavoro è la mia più grande passione.

    Cosa si prova a finire nell’obiettivo del più famoso fotografo del mondo e come è stato lavorare con lui?
    È stato un grande onore... in occasione di un suo precedente viaggio a Perugia McCurry aveva già visitato il mio laboratorio ed il fatto che si sia ricordato della mia realtà e che abbia voluto immortalarmi mi riempie di orgoglio! Ovviamente la mattina dello scatto ero in grande soggezione, ma si è dimostrato una persona squisita ed alla mano, oltre che paziente (sono una pessima modella) mostrando anche grande rispetto nei confronti delle mie "creature". Scoprire inoltre che ben due scatti realizzati nel mio laboratorio sono stati scelti per la mostra.. .mi lascia senza parole! 
    Grazie Steve McCurry, mille volte grazie.

  • 16 Luglio 2014
    INTERVISTA A VANESSA ELI
    INTERVISTA A VANESSA ELI

    INTERVISTA A VANESSA ELI

    Ha avuto l'onore di posare per un fotografo di fama mondiale: come è stata la sua esperienza con Steve McCurry?
    Quando alcuni suoi collaboratori mi hanno avvicinato chiedendomi se potevo posare per qualche scatto per lui, sono rimasta senza parole. Ero emozionata, impacciata... e anche il mio barbagianni lo era... Infatti stentava a girarsi verso Steve!

    Può spiegarci in poche parole cosa significa partecipare attivamente al Mercato delle Gaite?
    È meraviglioso fare ogni anno questo tuffo nel passato, mi immedesimo nel personaggio e cerco di vivere i colori, i sapori e gli odori dell'epoca.

    Quali sono state le sue reazioni quando ha visto la foto che la ritrae in mostra?
    Sono stata felicissima, non me lo aspettavo! Una bella emozione che difficilmente dimenticherò...

  • 15 Luglio 2014
    INTERVISTA A LEONARDO
    INTERVISTA A LEONARDO

    INTERVISTA A LEONARDO

    Ha avuto l'onore di posare per un fotografo di fama mondiale: come è stata la sua esperienza con Steve McCurry?
    Emozionato. Mi ha colpito la sua professionalità, perché non era la prima volta che facevo una cosa del genere.

    Durante il mese di giugno indossa gli abiti medievali, ma il resto dell'anno qual è la sua professione? 
    Trasporto animali esotici per zoo italiani ed europei. Mi diletto nella falconeria e allevo animali esotici.

    Ha avuto la fortuna di vedere Steve McCurry aggirarsi per Bevagna alla ricerca di inquadrature indimenticabili?
    Sì ed è stato bello vedere con quanta accortezza cercava i dettagli!

  • 24 Luglio 2014
    INTERVISTA AD ANNA LOCORI
    INTERVISTA AD ANNA LOCORI

    INTERVISTA AD ANNA LACORI

    Come è stato vedere all'opera un fotografo di fama mondiale come Steve McCurry?

    Vedere all'opera McCurry, che già conoscevo e ammiravo molto (avevo già avuto modo di vedere alcune sue mostre a Perugia e a Milano), è stato elettrizzante. Non credevo ai miei occhi di avere da me un tale personaggio! Per altro umanamente molto piacevole.

    Ha avuto l'occasione di conoscere Veronica Corvellini, la musa umbra di McCurry?
    In quella occasione ho avuto modo di conoscere Veronica che ho poi incontrato più volte, anche a Bevagna. Una ragazza stupenda fuori e ancora più stupenda dentro. McCurry non poteva scegliere meglio!

    La foto del "Pranzo di famiglia" riesce a comunicare una grande spontaneità, quale è stata secondo lei la formula vincente per ottenere questo risultato?
    Beh, certamente i suggerimenti di McCurry sono stati importanti. Ci ha fatto ripetere la scena molte e molte volte fino a raggiungere evidentemente questo risultato.

  • 23 Luglio 2014
    INTERVISTA AD ELISABETTA FEDERICI
    INTERVISTA AD ELISABETTA FEDERICI

    INTERVISTA AD ELISABETTA FEDERICI

    Come è stato posare per un fotografo di fama mondiale come Steve McCurry? 

    Non ho avuto la sensazione di posare. Con Steve tutto è molto naturale e se ricordo bene, per quello scatto, come per gli altri, mi ha preso un po' alla sprovvista. Non pensavo finisse per diventare una delle immagini selezionate per la mostra. 

    Sappiamo che lo hai affiancato nel suo viaggio in Italia in veste di traduttrice, puoi raccontarci qualche aneddoto particolare? 
    Conosco Steve da molti anni. L'ho seguito per gran parte dei suoi progetti italiani. Ogni momento con lui ha riservato sorprese. A volte, difficoltà, non lo nego, ma sempre risolte con la grande tenacia che Steve dimostra nel suo lavoro.
    Uno dei momenti più divertenti che ricordo è quando ci trovavamo, al tramonto, sulle cime dei monti che circondano Castelluccio di Norcia. Lui aveva una gran fretta di scattare prima che il sole se ne andasse. Camminava molto velocemente con una forza ed un'energia che non mi permettevano di tenere il suo passo. Ad un certo punto, essendo rimasta un po' indietro, sola, mi sono vista circondata da un gruppo di cani dei pastori della zona che mi abbaiavano contro con fare minaccioso. Eravamo solo io e loro, in mezzo al nulla. Non potevo far altro che urlare e richiamare l'attenzione di Steve e il gruppetto che gli stava accanto. Steve, accortosi dell'incidente, cominciò a ridere. Mentre io scappavo inseguita dai cani inferociti!
    Credo che ad una persona come lui, abituato nel corso dei suoi numrosi viaggi ed esperienze di vita a situazioni ben più diffcili e pericolose, la cosa potesse sembrare un pò comica. Credo mi abbia fatto alcuni scatti, ma non me li ha mai mostrati!!! Meglio così!


    Quale è stata la tua reazione quando hai visto lo scatto che ti ritrae in mostra? 
    Sono stata felice e commossa per il fatto che sia stata selezionata un'immagine che mi ritrare in uno dei miei luoghi preferiti in Umbria!

  • 28 Settembre 2014
    INTERVISTA A GIORGIA ARTIOLI
    INTERVISTA A GIORGIA ARTIOLI

    INTERVISTA A GIORGIA ARTIOLI

    Come è stato vedere all'opera un fotografo di fama mondiale come Steve McCurry?
    Conosco e ammiro gli scatti celebri del fotoreporter da tanti anni e vederlo all'opera è stata veramente una grande emozione. Inizialmente non potevo crederci, davanti a me, Steve McCurry fotografava l'opera del grande Maestro Pomodoro! Un'opera che ho la fortuna di ammirare quotidianamente e alla quale sono particolarmente affezionata. 
    Ho seguito e studiato ogni suo passo per fare ricchezza di questo incontro, anche io ho voluto fermare questo momento nei miei ricordi, come in una foto! 

    Il Carapace ha incantato McCurry al punto tale da voler inserire più di una foto in mostra, quali sono secondo lei gli elementi che rendono unica questa struttura?
    L'energia positiva che emana in ogni luogo è assolutamente unica, un'energia che il Maestro è riuscito a conferire attraverso le sue forme e la sua materia, tutto questo esaltato dal grande potere della natura circostante.
    Una natura che entra e dialoga con la scultura di Pomodoro, sia in quanto cantina e quindi luogo di lavoro che in quanto opera d'arte capace di enfatizzare i valori simbolici che l'artista ha voluto scrivervi.
    Lo stesso McCurry nei suoi scatti ha voluto esaltare l'uso della scultura come luogo di lavoro nella sua duplice funzione: il lavoro che porta alla realizzazione di un vino e un luogo di cultura dove le persone e i visitatori convergono per conoscere arte, territorio e tradizione.

    Quali sono state le sue reazioni quando ha visto le foto che ritraevano il Carapace in mostra?
    Entusiasta di vedere il risultato di tanto impegno e della bellezza degli scatti e orgogliosa di poter vederne molteplici tra quelli scelti per la mostra di Perugia. Come tutte le persone che lavorano con me all'interno nel Carapace, sono molto fiera che il fotografo abbia scelto una tra le più importanti opere d'arte contemporanee presenti in Umbria. 

  • 31 Ottobre 2014
    INTERVISTA A FRANCESCA BERTINI
    INTERVISTA A FRANCESCA BERTINI

    Raccontaci di te: cosa fai nella vita? Come mai sei stata scelta come protagonista di questa foto?
    Io nella vita cammino... Sono una guida escursionistica appassionata di animali e di natura. L'estate che McCurry è venuto in Umbria lavoravo in un rifugio a Colle le Cese - poco lontano da Castelluccio - e portavo turisti a fare escursioni con gli asini.
    A fine giornata il gestore del rifugio, nonchè proprietario del mulo che si vede nella foto, mi ha chiesto se potevo aiutarlo perchè un fotografo sarebbe venuto a fare degli scatti per la Regione Umbria e doveva portare degli animali a Castelluccio.
    Ero stanca e gli volevo dire di no, ma per fortuna ho risposto di sì! Quindi è stato un puro caso essere diventata la protagonista di questa foto.

    Cosa si prova a finire nell'obiettivo del più famoso fotografo del mondo?
    È incredibile. Sapere di essere il soggetto che sta fotografando è un grande privilegio, un'esperienza unica e molto intensa. All'inizio non l'avevo riconosciuto, poi, quando ho capito chi era, mi è venuta la pelle d'oca!
    In un certo senso McCurry con questa foto è come se mi avesse legato per sempre a quel posto, a Castelluccio, a quello che faccio, camminare, e quello che amo di più nella vita, la natura e gli animali.

    Qual è il ricordo più particolare che leghi a questa esperienza, e com'è stato lavorare con McCurry?
    Ricordo il suo sguardo intenso ed attento ad ogni cosa, ricordo che quel giorno c'era una luce magnifica a Castelluccio, e che lui sembrava volesse essere ovunque per non perdersi neanche uno scatto. 
    È tenace, finchè non fa la foto che ha in mente non demorde.
    Le sensazione che mi ha trasmesso McCurry è che quando fotografa senti tutta la passione che ha nel fare il suo lavoro. È stato molto gentile e paziente... Ma non avrei mai pensato che avesse tutte quelle energie, cammina tantissimo!!

  • 24 Novembre 2014
    INTERVISTA A SERENA MARINELLI
    INTERVISTA A SERENA MARINELLI

    INTERVISTA A SERENA MARINELLI

    Raccontaci qualcosa del Museo di Montefalco, dove lavori e in cui è stata scattata la foto di cui sei protagonista.

    Il Museo di San Francesco, dove lavoro da ormai oltre 10 anni, è una delle maggiori eccellenze artistiche dell'Umbria, un luogo magico, uno scrigno inaspettato di bellezza!
    Un percorso suggestivo di visita che inizia nella chiesa dove incantano gli affreschi di Benozzo Gozzoli dedicati alla vita di San Francesco e la Natività del Perugino. Negli ambienti dell'ex convento francescano dipinti, sculture, tessuti, reperti archeologici compongono le altre sezioni del Complesso museale (Pinacoteca, Sezione archeologica e Cantine Francescane), descrivendo un percorso suggestivo che racconta il territorio di Montefalco di cui è parte integrante.
    Lavorare in un posto così non può che non dare soddisfazione ed orgoglio... il museo di montefalco è #sensational !

    Montefalco lega la sua fama al vino, ma è anche uno dei borghi più suggestivi dell'Umbria: quale aspetto del paese credi abbia colpito di più Steve McCurry?
    Montefalco è nota come ringhiera dell’Umbria, sorge sul culmine di una collina al centro della Valle Umbra Sud, è un punto panoramico naturale da dove puoi ammirare la meraviglia del paesaggio circostante dominato da vigneti di sagrantino e oliveti. Le mura di Montefalco, fatte di mattoni e pietrame locale, proteggono ancora la bellezza di questo borgo, la sua storia e il silenzio che gelosamente custodisce.
    Ammirando il paesaggio che si scorge dai vari punti panoramici, si entra nella magica atmosfera di una storia fatta delle “voci dei mestieri, delle arti e del faticare consueto d’una gente minuta”. Qui si percepisce il respiro profondo del Passato, che si unisce a quello del Presente. Penso che Steve McCurry sia stato colpito da questa energia magica che ti accoglie appena arrivi a Montefalco. 

    Qual è il ricordo più particolare che leghi a questa esperienza, e com'è stato lavorare con McCurry?
    E' stata un’esperienza che ho accolto con emozione e curiosità… vedere all’opera un fotografo come McCurry non capita tutti i giorni! Ti lascia libera di muoverti nello spazio aspettando con pazienza la spontaneità dell’attimo che cerca sapientemente, non hai mai la sensazione di posare. Sono felicissima che uno degli scatti sia stato selezionato per la mostra... grazie!